Un giornale che nasce da un'assemblea con lo scopo di proporre un'informazione ripulita da preconcetti e pregiudizi in modo da spostare il dibattito sui problemi reali della società attraverso un confronto assembleare continuo che stabilisca temi e articoli sulla base di proposte, idee, obiezioni.

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giovedì 20 marzo 2008

Editoriale

Partorito con fatica, ma decisamente convincente, l'editoriale del primo numero che riporto di seguito. Prossima assemblea Giovedì 27, ore 18.00 nel consolidato cortile di palazzo Ricci :)

Ripensare è un giornale che nasce da un’assemblea aperta, che si riunisce settimanalmente. O piuttosto, un giornale e un’assemblea; riteniamo infatti che la profonda crisi comunicativa che viviamo in questi anni richieda una ricomposizione del momento informativo e del confronto sui contenuti razionali che trasmette, e che da esso dovrebbero essere ricavati. È evidente come oggi l’informazione ufficiale risulti pilotata dai poteri forti, o comunque distorta da esigenze di spettacolarizzazione figlie di un sistema che tutto mercifica.

Pensiamo ad un normale telegiornale: l’interesse ad alzare l’indice d’ascolto, che regola i prezzi della pubblicità, impone notizie ad effetto immediato, che suscitino un’attenzione di corto respiro, senza cura per la loro rilevanza effettiva; in questo modo non viene minata tanto la ricezione dei fatti più importanti, quanto le basi stesse della loro comprensione.

La coscienza del cittadino medio si porta dietro inevitabilmente opinioni sugli aspetti principali della situazione effettiva che lo circonda; ma essa è intaccata solo superficialmente dal flusso disarticolato di eventi con cui l’informazione telematica e mediatica ci sommerge, oscurando sistematicamente il significato che questi veicolano, e impedendole di giungere al nocciolo delle questioni, e quindi di inserirle in un approccio razionale che deve accompagnare la crescita intellettuale e critica della persona. Accettare questo stato di cose significa subire passivamente la nostra riduzione a consumatori-lettori inebetiti e distratti, appendice inerte del nostro sistema economico.

Il dibattito assembleare, a nostro avviso, consente di reintegrare il momento di comprensione razionale dei fatti, e la conseguente fondazione critica delle proprie convinzioni, di cui abbiamo verificato la completa e fatale assenza; crediamo che, in quanto studenti, e non giornalisti professionisti, questo sia ciò che possiamo e dobbiamo fare: incitare a mettere su carta tali convinzioni, ed esporle al “fuoco” della critica dell’assemblea. Per inciso, il funzionamento dei forum telematici, escludendo per forza di cose la concretezza del contatto umano, si priva della stimolazione intellettuale che questo soltanto può fornire, e condanna secondo noi alla chiacchiera superficiale.

Nelle nostre intenzioni, quindi, l’assemblea non esprime un punto di vista predefinito o ideologico, ma discute articoli, temi e fatti nell’ottica di un’informazione ripulita da ambiguità, prima di tutto terminologiche e concettuali: siamo convinti che già questo impegno, oltre a promuovere lo sviluppo e la crescita delle peculiarità dei singoli, costituisca uno sbocco e un incanalamento positivo del disagio che proviamo di fronte ai problemi del nostro tempo.

La campagna elettorale è l’esempio più attuale del condizionamento che subiamo da parte di un’informazione mediatica distorta e distorcente; partire da qua, con la nostra prima uscita, ci sembra una scelta obbligata. Si tratta per noi in primo luogo di liberare il campo da tutta una serie di presupposti e luoghi comuni, che mascherano una completa assenza di contenuti nel dibattito politico.


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